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U |
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ut: ‘come’.
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ut supra, utsupra:
‘come sopra’.
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V |
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velo. Quadrato di stoffa pregiata di colore liturgico, che si usava per
coprire completamente il
calice e la patena per la messa, con il
corporale
e il
purificatorio, fino al momento
dell’offertorio.
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velo omerale. Lunga striscia di seta, solitamente bianca e riccamente
ornata, che si poggia sulle spalle con i due lembi pendenti sul petto, e serve
per coprire le mani quando si tengono oggetti sacri. Viene indossato per la
benedizione eucaristica e nelle processioni col Santissimo Sacramento; una volta era
usato anche per portare il viatico agli infermi.
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vicaría forànea.
Sono distretti
territoriali diocesani, costituiti di più parrocchie e guidati dal parroco di
una di esse, di solito, ma non sempre, la più grande e importante, scelto dal
vescovo con funzione di intermediario tra le parrocchie del suo distretto e il
vescovado (vedi
vicario foraneo). A Brescia furono istituite ufficialmente dal Bollani, e
sanzionate nelle costituzioni del 1564. “L’istituzione delle vicarie foranee,
alle quali sono preposti i venti parroci che hanno collaborato alla generale
ispezione condotta nella diocesi, risponde alla necessità di ristrutturare
gerarchicamente la vastissima chiesa locale ma ha anche, quale suo scopo per
nulla secondario, quello di far sì che i sacerdoti più attivi e meglio preparati
agiscano da stimolo propulsore per gli ecclesiastici affidati alla loro
giurisdizione, in modo che la spiritualità pastorale ne risulti rinvigorita
anche negli angoli più remoti della diocesi.” (Fappani-Trovati,
1982, p. 157).
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vicario foràneo.
Era l’immediato collaboratore esecutivo del vescovo in un
determinato distretto diocesano, composto di più parrocchie e chiamato vicaria foranea. Dal secolo XVI, il vicario foraneo è un
presbitero, scelto dal vescovo tra i migliori del suo clero, il cui ufficio non
è legato ad una parrocchia o ad un beneficio, ma è attribuito alla persona (ad
personam) e limitato nel tempo (ad
tempus). Il compito di questi vicari
foranei, che nelle costituzioni del Bollani (1564) sono chiamati
visitatori, è che «facciano sopraluoghi nelle chiese loro affidate...
eseguano scrupolose inchieste circa la vita, i comportamenti, gli uffici dei
chierici... di ogni cosa almeno ogni due mesi ci diano informazione o
personalmente o per iscritto».
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vicario generale. È un sacerdote legittimamente costituito dal vescovo a
rappresentare la sua persona nell’esercizio della giurisdizione in tutta la
diocesi, e precisamente negli affari amministrativi e disciplinari.
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vicario parrocchiale. È il sacerdote che fa le veci del parroco
nell’esercizio della cura delle anime. In particolare, è detto
vicario cooperatore (un tempo anche
coadiutore) il sacerdote incaricato di collaborare col parroco quando la
parrocchia è troppo vasta, il numero di fedeli elevato, o sussiste altra causa
indipendente dalla persona del parroco.
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vicinía: dal lat. vicus, ‘villaggio, contrada’. Era l’assemblea
dei vicini: i capi delle famiglie di un vicinato, ossia di un quartiere o
una contrada del centro abitato comunale. Aveva un ruolo molto simile a quello
del consiglio generale del Comune, benché limitato agli interessi e alle
attività civili e religiose della contrada cui faceva riferimento. Spesso
capitava che si creassero rivalità o emulazioni con altre contrade o col Comune
intero, come nel caso della vicinia di San Rocco a Quinzano, che tra i secc. XVI
e XVII gestiva la propria chiesa in modo ampiamente autonomo rispetto
all’amministrazione civica e alla parrocchia.
Vedi anche
comune.
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vidèlicet: ‘ossia, cioè’. Nei documenti veniva usato per
introdurre l’illustrazione di un dato, o iniziare un elenco di informazioni.
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Z |
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zendàdo, zendàle. Velo o drappo finissimo, per lo più di seta. |
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