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Glossario
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quarta: misura di capacità, pari a litri 12,16.
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quòndam: lat. ‘un tempo, una volta’. Negli atti pubblici antichi si
premetteva (quasi sempre abbreviata nella forma ‘q.’ o ‘qm.’) al nome di
una persona, per indicare che era defunta; un po’ come fino a pochi decenni fa
si usava il ‘fu’. Nell’indicazione
delle generalità, che prevedevano anche il patronimico
(il nome del padre), si trova spesso l’abbreviazione ‘fq.’ (‘filius quondam’),
che significa figlio del defunto
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R |
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regalìe. Doni in natura dovuti dagli affittuali e dai coloni al
proprietario, di solito previsti nel contratto di locazione. |
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registri anagrafici.
I registri dei battesimi, dei matrimoni e dei morti
furono imposti a tutte le parrocchie dal concilio di Trento, anche se in alcuni
casi qualche parrocchia aveva già cominciato in precedenza a compilarli. È da
quel momento che inizia un vera conservazione sistematica dei dati demografici
delle nostre comunità (l’autorità civile non vi provvide prima del secolo XIX),
ed è a seguito di quelle registrazioni che si fissano in maniera stabile i
cognomi delle famiglie, fino a quel tempo soggetti a molte e imponderabili
variazioni. |
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reliquie.
Col termine si intende ciò che resta del corpo umano o di una sua
parte; in senso lato sono considerate reliquie anche oggetti che furono a
contatto di una persona, perché si immagina che abbiano in qualche modo
assorbito le sue virtù. Nei primi tempi della chiesa erano reliquie solo i corpi
dei martiri morti per la fede, e solo su di essi si costruivano gli altari e le
chiese. In seguito invalse l’uso di considerare tombe dei martiri il luogo dove
si conservavano le loro reliquie, anche quelle ottenute per semplice contatto
con le loro tombe: e in effetti la dedicazione di una chiesa, con la deposizione
delle reliquie, assomiglia molto alla sepoltura di un santo. In questo modo si
generalizzò il culto delle reliquie, che divenne un vero e proprio affare
commerciale. In particolare nel 1578 furono scoperti in Roma cimiteri
sotterranei, da cui nei decenni successivi furono estratti “corpi santi”
riconosciuti dalla presenza di simboli come la palma, o il monogramma di Cristo,
o una ampolla di sangue. Soltanto nel 1668 il papa Clemente IX pose un freno al
traffico che ne era seguito. Era norma di buon senso, almeno dal secolo XVII,
che il vescovo diocesano procedesse alla autenticazione delle reliquie prima che
esse venissero esposte al culto. Anche se è legittimo porre qualche dubbio sul
rigore con cui tali autenticazioni erano fatte la prima volta; poi, a partire
dalla seconda volta, il riconoscimento avveniva in base al fatto che esisteva un
documento precedente di autenticazione. |
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repositorio,
repositorium:
‘stanza per riporre’ il vasellame. In particolare il
mobile o il recipiente in cui si custodisce il Santissimo Sacramento quando non sta
nel tabernacolo. Pare che, nelle visite più antiche, si indicasse con questa
parola il luogo o il mobile dove si riponeva l’eucaristia al di fuori della
celebrazione: in tal caso corrisponderebbe approssimativamente a ciò che noi
oggi chiameremmo tabernacolo.
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rettore. Il termine denota chi è a capo di una istituzione (direttore,
superiore). Nel diritto canonico, in senso generico indica chi ha diretta
responsabilità di una chiesa, indipendentemente dal fatto che sia parroco o no;
in senso specifico indica il sacerdote cui è affidata una chiesa minore o
semplice, ossia priva di cura d’anime. |
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rettoria. L’ufficio di
rettore di una chiesa minore o semplice, e anche la
chiesa stessa e le sue proprietà annesse. |
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riduzione di messe,
vedi
messe fondate
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romito,
vedi
eremita
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