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maestro. È il titolo che in antico si attribuiva agli artigiani che, intorno
ai vent’anni, dopo l’apprendistato presso una bottega della propria arte,
avevano superato la prova stabilita dalla rispettiva associazione di categoria.
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maestro di scuola.
La scuola elementare nei piccoli paesi, fino all’età
napoleonica, non era gestita dalla pubblica amministrazione, ma vi provvedeva
spontaneamente la parrocchia, destinando all’insegnamento dei ragazzi alcuni
sacerdoti, e delle ragazze alcune signore benestanti del luogo, che prestavano
probabilmente un servizio in gran parte volontario. Se ne ha precisa
testimonianza, a partire dall’ultimo ‘600, nelle visite pastorali, che
registrano i nomi di questi insegnanti.
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manípolo. Striscia di circa un metro di lunghezza, dello stesso colore e
tessuto della pianeta, che durante la celebrazione della messa il sacerdote (ma
anche diacono e suddiacono) portava sull’avambraccio sinistro, in modo che le
due bande pendessero dalle due parti.
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manutergi: lat. ‘asciugamani’.
Sono le pezze
di lino destinate ad asciugare le mani del celebrante durante il rito.
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mese di messe, vedi
messe fondate
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messale nuovo.
Dalla fine del
sec. XVI è così chiamato il messale di Pio
V, fissato in una prima edizione tipica dal concilio di Trento nel 1562, e
imposto come l’unico per la liturgia romana con il breve
Quo primum del 14 luglio 1570. Il
messale
è il libro liturgico contenente le formule e le prescrizioni rituali (rubriche)
per la celebrazione della messa durante l'anno. Il messale romano ha subito
poche modifiche, se non per l'aggiunta delle messe per i nuovi santi. Il messale
propriamente detto è costituito dal
Proprium missarum, suddiviso in tre parti:
De tempore, per le feste mobili; De
sanctis, per quelle fisse; Commune
sanctorum, seguito da messe votive, dalle
orationes ad libitum e dalle messe dei defunti. Il concilio Vaticano II ne
ha promosso una completa revisione.
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messe fondate.
Si chiamano così le messe la cui elemosina viene percepita
sui redditi di beni patrimoniali (fondazioni pie) consegnati a una persona
morale della chiesa (oratorio, confraternita, altare), con l’onere espresso di
celebrare messe in perpetuo (messe
perpetue, continue) o per un tempo determinato (messe
temporanee) in numero proporzionale ai redditi: tutti i giorni (messe
quotidiane), o per un numero fisso di giorni dell’anno (giorni,
mesi di messe). La fondazione deve essere fatta per scritto, e se ne devono
conservare copie presso la curia vescovile e l’ente cui l’onere di messe è stato
attribuito; inoltre in ogni chiesa si deve compilare una tabella da esporre in
luogo pubblico, e un registro, nei quali siano annotati i singoli oneri perpetui
e temporanei e la loro esecuzione. Se per la diminuzione dei redditi o per altro
motivo non imputabile ai responsabili della fondazione non è più possibile
sostenere tutti gli oneri, il vescovo, rispettando per quanto possibile la
volontà del fondatore, potrà diminuire gli oneri e anche il numero delle messe (riduzione
di messe), se il fondatore ne ha lasciata facoltà. Se i redditi si
estinguono totalmente senza colpa di chi ha l’onere di celebrarle, per ciò
stesso cessa l’obbligo della celebrazione.
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messe gregoriane. È così definita, dal nome di
san Gregorio Magno cui è
attribuita l’istituzione della pratica, la celebrazione di 30 messe in suffragio
di un’anima per 30 giorni consecutivi.
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messe manuali. Le messe le cui elemosine sono offerte, come in mano al
celebrante, dai fedeli, sia per la propria devozione, sia per soddisfare
obblighi anche perpetui imposti per legato o per eredità da testatori. Le messe
vanno applicate secondo le intenzioni di chi ne ha dato l’elemosina.
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messe quotidiane, vedi
messe fondate
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messe votive, vedi
messe manuali
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metropolíta:
dal greco metròpolis
‘città madre, città principale del distretto’. È il vescovo che presiede alla
provincia ecclesiastica, e ha sotto di sé altri vescovi detti
suffraganei, dal diritto di suffragio che hanno nel concilio provinciale. Al
metropolita compete il titolo di
arcivescovo, ma non in modo esclusivo.
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morello: colore bruno tendente al nero.
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N |
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navicella,
vedi
turibolo
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non aggregata, vedi
confraternita
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