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lampada.
L’illuminazione delle chiese avveniva in antico mediante candele di
cera d’api (piuttosto costose) poste sugli altari, e con lampade a olio che,
essendo di gestione più economica, venivano impiegate per il resto della chiesa.
Accanto al tabernacolo dell’eucaristia era obbligo mantenere permanentemente
accesa una lampada, il cui olio doveva essere fornito dal rettore. Agli altari
delle scuole erano le scuole stesse a procurare a loro spese le candele e le
lampade.
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legato.
Istituto di diritto successorio consistente nell’attribuire a favore
di un soggetto un bene dell’asse ereditario. Il legatario si distingue
dall’erede perché questo è chiamato a subentrare totalmente o per una quota nei
rapporti giuridici, attivi e passivi, del testatore, così da assicurarne la
continuità giuridica e patrimoniale; il
legatario
è invece titolare e destinatario di una singola disposizione da parte del
testatore. Nel diritto canonico si dice
legato pio (o fondazione) un bene
i cui redditi siano destinati in perpetuo a scopo di culto, con personalità
giuridica propria, o semplicemente come parte aggregata ai patrimoni di
determinati soggetti (confraternite, altari,
cappellanie).
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lira.
La monetazione medievale prevedeva una base nella lira (detta lira imperiale, più tardi lira
piccola), composta di 20 soldi,
ognuno dei quali corrispondeva a 12 denari.
A Brescia vigeva, all’epoca di cui tratta il volume, una moneta particolare, di
valore leggermente superiore alla lira
imperiale, che prendeva il nome latino di lira planet (planetorum o
planetti), ma con la stessa suddivisione in
soldi
e denari.
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livello: dal latino
libellus
‘libretto, documento’. Contratto agrario mediante il
quale un concedente conferiva l’usufrutto di un fondo a
un concessionario (livellario) per un determinato periodo di tempo, sotto specifiche
condizioni, con l’onere di una prestazione annua (canone). In Italia era la forma più diffusa di contratto agrario per
le piccole proprietà; spesso, data la notevole
differenza di classe sociale fra concedente e
concessionario, il rapporto aveva natura benefica
piuttosto che contrattuale. L’istituto si è poi confuso
con l’enfiteusi.
Vedi anche
censo.
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lunula,
vedi
ostensorio.
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