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A
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abito corale |
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accolito,
vedi
chierico
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acquasantiera |
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ad placitum: ‘a piacere, a discrezione’.
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ad ratam fructuum, ad ratam,
ad ratham
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adimpletum:
‘adempiuto, fatto’. Compare, abbreviato quasi sempre
con una ‘a.’, in margine ai decreti
vescovili, una volta che gli incaricati ne avevano verificato l’esecuzione.
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agape
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alba, vedi
camice
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alias: ‘in altro modo, altrimenti’, o anche ‘in altro
tempo, una volta’.
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altare |
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altare mobile, portatile, vedi
altare;
pietra sacra.
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ambóne: luogo laterale del presbiterio, avanzato verso l’assemblea, dove è
eretta una piccola tribuna per la lettura e per la predicazione (vedi
púlpito).
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amitto: indumento sacro costituito da un fazzoletto rettangolare di tela,
lino o canapa, con una croce nel mezzo, che si pone sotto il camice, attorno al
collo e sulle spalle, ed è munito di due lunghe fettucce per legarne i capi sul
petto.
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amovíbile:
vedi
cappellano
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ancóna
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anime,
vedi
cura d’anime
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antifonario: etimologicamente sarebbe il libro delle antifone, ma di norma
con questo termine si intende il libro liturgico che contiene tutti i canti che
servono per l’ufficio divino, ossia antifone, inni, versetti, responsori, ecc.
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arciprebènda: titolo della
prebènda destinata all’arciprete
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arciprete
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arcivescovo,
vedi
metropolíta.
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aspersorio: piccola asta di metallo, talora prezioso, terminante con una
sferetta traforata (o con delle setole): serve per spruzzare su persone e
oggetti l’acqua benedetta, attinta da un secchiello (nei manoscritti definito
talora sedelino).
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auricàlco,
vedi
oricalco.
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B |
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battistero
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beneficio ecclesiastico
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beneficio semplice,
vedi
beneficio ecclesiastico
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beretino, berrettino: colore grigio cenere.
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borsa: busta
quadrata, coperta di stoffa dello stesso colore liturgico dei paramenti sacri e
decorata con una croce, nella quale si conserva il
corporale
(nei decreti vescovili è talora detta
crumèna).
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bradella, bredella,
vedi
predella.
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C |
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càmice
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camus,
vedi
camice.
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cancello: per volontà del Borromeo, ognuno degli altari di una chiesa doveva
essere chiuso da una cancellata posta appena sopra il gradino che immetteva
nella relativa cappella, al livello della balaustra. In alcune chiese sono
conservati, ma nella maggior parte dei casi oggi sono stati rimossi.
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Canisio
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canto piano: è, insieme a quello più arcaico di
canto fermo, il termine tecnico con cui viene indicato il canto
ecclesiastico corale monodico, solitamente e impropriamente detto gregoriano. Il canto liturgico che oggi si usa definire polifonico,
era invece detto in antico canto figurato.
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capitale censuario,
vedi
censo.
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capitello,
capitellum:
appellativo locale che
indica un’immagine sacra esterna fissa, dipinta o a rilievo, per lo più di
fattura popolare; può indicare anche un cippo, un’edicola, una cappelletta
devozionale, nello stesso senso di
santella.
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capocièlo: baldacchino, di legno o di
cuoio dorato, che sovrasta l’altare;
vedi
altare
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cappella maggiore,
capella maior,
vedi
presbitèrio.
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cappella
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cappellanìa
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cappellano
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carteglòria
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casi riservati: sono i peccati la cui assoluzione è riservata al vescovo
diocesano, o a un suo delegato. L’elenco di tali casi, per volontà dei
visitatori, doveva essere esposto ad ogni confessionale.
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càsula,
vedi
pianeta.
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censo
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chiericato: beneficio destinato a un chierico
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chierico
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cimitero
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cingolo: cordone, guarnito di due fiocchi alle estremità, usato dal
sacerdote per stringere alla vita il camice; può essere bianco oppure del colore
dei paramenti.
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coadiutore,
vedi curato.
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cognome
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collazióne
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collegiata
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colori liturgici
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commadri,
comari,
vedi
ostetriche.
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commenda
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|
commendatario: titolare di una
commenda.
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comune et homines
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concubini:
persone che convivono come coniugi, in assenza di un vincolo
matrimoniale vero e proprio. Costoro erano oggetto di segnalazione specifica nei
verbali delle visite pastorali, e dovevano subire processi canonici da parte dei
visitatori.
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confessore
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confidentia,
vedi
simonia.
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confraternita
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congregazioni spirituali
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conopèo: velo con cui talora si ricopre il
tabernacolo, il
ciborio del
battistero, o il coperchio della
pisside.
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consacrazione
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continenza,
vedi
velo omerale.
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corni
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coro:
il termine intende insieme il gruppo di cantori, il canto sacro e il
luogo dove i cantori eseguono il loro canto. Negli atti di cui ci si occupa in
questa sede, per coro si intende la parte del presbiterio della chiesa che sta
dietro l’altare maggiore attorno all’abside, ed è dotata di
stalli
(o scanni), dai quali il clero
prendeva parte alla liturgia.
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corporale
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cotta
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cremesìno: color cremisi, scarlatto.
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crumèna,
vedi
borsa.
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cura d’anime
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curame, corame: cuoio, pelle.
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curato: sacerdote salariato,
cui il parroco delegava la
cura d’anime, quando per qualsiasi ragione non
intendeva esercitarla di persona.
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D |
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dalmatica:
veste liturgica propria del diacono, che la indossa nelle messe
solenni, processioni e benedizioni. Ha la forma di una tunica svasata con
maniche corte, parzialmente aperta sui fianchi e sopra le spalle, dello stesso
colore dei paramenti liturgici, e spesso riccamente ornata. Nella forma
semplice, un tempo era
indossata anche dai vescovi sotto la pianeta.
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dedicazione,
vedi
consacrazione.
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denaro,
vedi
lira.
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diacono
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disciplina
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documenti delle ordinazioni
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don
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donna sospetta: la domestica di un sacerdote, quando la
sua età era inferiore a 40 anni.
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dottrina cristiana
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E |
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enfitèusi
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eremita, heremita, heremitta
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F |
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faldistòrio, flandistorio
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femina suspecta,
vedi
donna sospetta
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fòrnice: copertura
architettonica a volta in muratura.
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G |
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gerla: misura di capacità, pari a litri 49,742700.
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giuspatronato:
dal latino ius
patronatus ‘diritto del patrono’. Somma dei privilegi, accompagnati da
taluni obblighi, concessi ai fondatori di una chiesa, cappella o beneficio,
nonché ai loro eredi: tali privilegi riguardano non solo il diritto di
presentazione del titolare, ma anche i diritti di natura spirituale, il cui
commercio assume carattere di simonía.
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gradino,
vedi
predella.
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graduale:
è il libro che raccoglie tutti i canti della messa, solistici e
corali. Il nome deriva da uno di questi canti, il
graduale
appunto, che veniva eseguito dopo l’epistola (nella posizione in cui oggi si
canta il salmo responsoriale).
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gregoriana,
vedi
messe gregoriane.
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H |
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homines,
vedi
comune et homines.
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I |
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indizione:
computo cronologico basato su un ciclo di 15 anni, in cui gli
anni vengono numerati progressivamente come
indizione prima, seconda,
terza, ecc. fino alla quindicesima,
per poi ricominciare dalla prima. La
sua imposizione ufficiale risale, per ragioni fiscali, a Costantino nel 313
d.C., e il sistema perdura negli atti notarili fino al secolo XVII.
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indulgenza
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in minoribus,
vedi
chierico.
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interdetto
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item:
latino: ‘inoltre, poi’. È utilizzato di solito (quasi sempre
abbreviato nella forma ‘It.’ o ‘Itē.’)
nelle elencazioni, per indicare le varie voci successive alla prima. Lo si trova
anche nelle registrazioni di entrate-uscite, per distinguere le diverse causali
di pagamento o le successive voci di entrata.
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ius patronatus,
vedi
giuspatronato.
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iuxta placitum: ‘a piacere, a discrezione’.
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iuxta: ‘secondo, presso, vicino’.
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L |
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lampada
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legato
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lira
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livello
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lunula,
vedi
ostensorio.
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M |
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maestro:
è il titolo che in antico si attribuiva agli artigiani che, intorno
ai vent’anni, dopo l’apprendistato presso una bottega della propria arte,
avevano superato la prova stabilita dalla rispettiva associazione di categoria.
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maestro di scuola
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manípolo:
striscia di circa un metro di lunghezza, dello stesso colore e
tessuto della pianeta, che durante la celebrazione della messa il sacerdote (ma
anche diacono e suddiacono) portava sull’avambraccio sinistro, in modo che le
due bande pendessero dalle due parti.
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|
mese di messe, vedi
messe fondate
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messale nuovo
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messe fondate
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messe gregoriane: è così definita, dal nome di
san Gregorio Magno cui è
attribuita l’istituzione della pratica, la celebrazione di 30 messe in suffragio
di un’anima per 30 giorni consecutivi.
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messe manuali:
le messe le cui elemosine sono offerte, come in mano al
celebrante, dai fedeli, sia per la propria devozione, sia per soddisfare
obblighi anche perpetui imposti per legato o per eredità da testatori. Le messe
vanno applicate secondo le intenzioni di chi ne ha dato l’elemosina.
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|
messe quotidiane, vedi
messe fondate
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|
messe votive, vedi
messe manuali
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metropolíta:
dal greco metròpolis
‘città madre, città principale del distretto’. È il vescovo che presiede alla
provincia ecclesiastica, e ha sotto di sé altri vescovi detti
suffraganei, dal diritto di suffragio che hanno nel concilio provinciale. Al
metropolita compete il titolo di
arcivescovo, ma non in modo esclusivo.
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morello: colore bruno tendente al nero.
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N |
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navicella,
vedi
turibolo
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non aggregata, vedi
confraternita
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|
O |
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obbligo di messe, vedi
messe fondate
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olio, vedi
lampada
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ora italica
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oratorio
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ordinario:
è definito in questo modo il soggetto titolare del potere
ordinario di giurisdizione; in particolare, sono ordinari per il loro rispettivo
territorio i vescovi residenziali. In altre parole: il vescovo titolare della
cattedra bresciana è l’ordinario di Brescia.
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|
ordini minori, vedi
chierico
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oricàlco, auricalco: lega di rame con piccole quantità di zinco, stagno e
piombo, simile all’ottone.
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ormisìno, ermisino: tessuto di seta molto leggero (da Hormuz).
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ostensòrio
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ostètrica:
nei verbali delle visite pastorali è spesso registrato il numero
e il nome delle ostetriche (comari, o commadri), e talvolta il giudizio sulla rispettiva conoscenza
del rito battesimale, perché a loro era demandato il delicato compito di battezzare i
bambini nati morti, o che morivano all’atto del parto, in passato numerosissimi.
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P |
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pace
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pala:
in generale sinonimo di
ancóna,
propriamente indica il grande dipinto d’altare per lo più su tavola o tela.
Diffusa dalla fine del sec. XIII, la pala d’altare è spesso adorna di una ricca
cornice (soàsa), poggiante su una
predella e sormontata da una lunetta, o inserita nella struttura architettonica
dell’altare stesso.
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palio, pallio, vedi
paliotto
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paliotto
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palla: quadrato di tela inamidata, usato per coprire il calice durante la
messa.
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patèna:
piatto rotondo di metallo, destinato a poggiare sopra il calice e a
contenere l’ostia durante la messa. Nell’epoca di cui ci occupiamo essa era
solitamente priva di ornamenti, leggermente concava nel mezzo, e dorata almeno
nella parte superiore.
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pax, vedi
pace
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pianeta
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pietra sacra
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pieve
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pila, vedi
acquasantiera
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pìsside
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piviàle
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prebènda:
è la rendita di un beneficio
ecclesiastico, e consiste nel diritto che un ecclesiastico (prebendato) ha di percepire i
redditi provenienti dalla dotazione dei beni annessi all’ufficio di cui è
titolare.
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predella
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presbitèrio
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presbítero: dal latino presbyter
‘prete, sacerdote’.
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psalmista, vedi
salterio.
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púlpito
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purificatorio, purificatoio
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Q |
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quarta: misura di capacità, pari a litri 12,16.
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quòndam
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R |
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regalìe: doni in natura dovuti dagli affittuali e dai coloni al
proprietario, di solito previsti nel contratto di locazione.
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registri anagrafici
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reliquie
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repositorio,
repositorium
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rettore:
il termine denota chi è a capo di una istituzione (direttore,
superiore). Nel diritto canonico, in senso generico indica chi ha diretta
responsabilità di una chiesa, indipendentemente dal fatto che sia parroco o no;
in senso specifico indica il sacerdote cui è affidata una chiesa minore o
semplice, ossia priva di cura d’anime.
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rettoria: l’ufficio di
rettore di una chiesa minore o semplice, e anche la
chiesa stessa e le sue proprietà annesse.
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riduzione di messe, vedi
messe fondate
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S |
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sacrario,
sacrarium
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sacrestia, sacristia, sagrestia
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salterio
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santuario,
sanctuarium, vedi
tabernacolo
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scuola, schola: vedi
confraternita
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secréte
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sedelino, vedi
aspersorio
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sedúme: terreno libero ed edificabile dentro un abitato.
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ser: titolo onorifico, di solito attribuito a chi esercitava professioni
giuridiche, come notai, avvocati, e legisti in genere.
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seu,
sive: ‘o, ovvero, oppure’.
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simonía
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sine cura: indica un beneficio ecclesiastico cui non è
connessa la cura d’anime.
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sínodo
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sive: vedi seu.
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soàsa: la cornice architettonica di una
ancona, specie di legno.
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soldo: vedi
lira.
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stola
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suddiàcono:
chierico che ha ricevuto il suddiaconato, il primo degli ordini
maggiori (abolito da Paolo VI nel 1972). Il suddiacono aveva l’obbligo del
celibato, ed era tenuto alla recita quotidiana del breviario; sua mansione
principale era il servizio all’altare durante la messa solenne (canto
dell’epistola, versamento dell’acqua nel calice).
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superpellíceum, vedi
cotta
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T |
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tabellionàto: il simbolo grafico, di solito con le iniziali di nome e cognome, con cui i notai siglavano le copie
legali dei propri
documenti.
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tabernàcolo,
tabernaculum
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terra: nei secoli XVI-XVIII è chiamato così il nucleo
abitato del paese, esclusa la zona rurale circostante (territorio).
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territorio: è la zona agricola, o
comunque non residenziale, di un Comune, attorno al centro abitato (terra).
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testimoni
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tonsúra
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tunicella: sopravveste liturgica del suddiacono, di forma e stoffa simile alla
►dalmatica del diacono.
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turíbolo
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U |
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ut: ‘come’.
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ut supra, utsupra:
‘come sopra’.
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V |
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velo:
quadrato di stoffa pregiata di colore liturgico, che si usava per
coprire completamente il calice e la patena per la messa, con il
corporale
e il purificatorio, fino al momento
dell’offertorio.
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velo omerale:
lunga striscia di seta, solitamente bianca e riccamente
ornata, che si poggia sulle spalle con i due lembi pendenti sul petto, e serve
per coprire le mani quando si tengono oggetti sacri. Viene indossato per la
benedizione eucaristica e nelle processioni col Santissimo Sacramento; una volta era
usato anche per portare il viatico agli infermi.
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vicaría forànea
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vicario foràneo
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vicario generale:
è un sacerdote legittimamente costituito dal vescovo a
rappresentare la sua persona nell’esercizio della giurisdizione in tutta la
diocesi, e precisamente negli affari amministrativi e disciplinari.
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vicario parrocchiale:
è il sacerdote che fa le veci del parroco
nell’esercizio della cura delle anime. In particolare, è detto
vicario cooperatore (un tempo anche
coadiutore) il sacerdote incaricato di collaborare col parroco quando la
parrocchia è troppo vasta, il numero di fedeli elevato, o sussiste altra causa
indipendente dalla persona del parroco.
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vicinía, vedi
comune.
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vidèlicet: ‘ossia, cioè’; nei documenti veniva usato per
introdurre l’illustrazione di un dato, o iniziare un elenco di informazioni.
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Z |
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zendàdo, zendàle: velo o drappo finissimo, per lo più di seta.
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