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Tonino (Antonio)
Grena (c.1475-1549) e Federico Grena
(c.1496-1564), di Verola Alghisi, notai.
Figlio del caligario
maestro Giacomo qm Tonino, esercitò la
professione di notaio in Verola Alghisi per
oltre cinquant’anni, dal 1495 alla morte, prima
da solo, poi in collaborazione col figlio
Federico. Aveva bottega inizialmente in Castello
Vecchio, in sèguito dal 1513 nel Borgo Superiore
in contrada della Piazza, in un locale che aveva
acquistato dal Comune.
Rivestí incarichi
importanti per la comunità (a partire dal 1495 è
notaio del Comune almeno fino al dicembre 1525,
dopo di che si dimetteva dall’incarico), la
parrocchia, le confraternite principali e la
famiglia Gambara del Castel Merlino e
soprattutto del Fiorino, la quale per
riconoscenza il 21 agosto 1535 gli concesse il
primo canonicato della erigenda collegiata,
confermatogli con lettera ducale del 23 marzo
1536 (P. Guerrini 1930, p. 30, rimanda al 24
marzo 1531, che è impossibile), e di cui prese
ritualmente possesso il 6 aprile seguente. In
vista del privilegio, essendo vedovo, assunse la
tonsura clericale, per divenire sacerdote
qualche anno dopo, ma senza mai cessare dalla
sua professione notarile.
Dalla defunta moglie
Isabetta aveva avuto la figlia Maddalena, e tre
figli maschi: Francesco (forse morto in giovane
età), Eugenio eremitano agostiniano, e Federico
(c.1496-1564), il quale, dopo tre anni di
praticantato con il padre, esercitò la medesima
professione notarile dal 1516 alla morte.
L’ufficio dei Grena era attivissimo: vi
lavoravano, oltre ai titolari, alcuni altri
notai di Verola e del circondario, riconoscibili
dalle grafie delle minute.
Le carte dei Grena
conservate presso l’Archivio di Stato di Brescia
(Bs-ASt), fondo ‘Notarile Brescia’ (Not. Bs.),
ammontano a 22 filze per Tonino (352-373) e 15
per Federico (616-630): tale documentazione –
come si può immaginare – per la quantità e la
qualità della clientela e dei negozi trattati, è
di straordinaria rilevanza in vista di una
ricostruzione dettagliata della storia di Verola
Alghisi, delle sue chiese, della sua vita
economico-istituzionale, delle sue famiglie
feudali e della sua gente nel corso del ‘500. La
maggior parte dei documenti inediti esaminati
nella presente indagine proviene da uno spoglio
sistematico delle filze dei Grena, avviato già
alcuni anni or sono, ma ancora lungi dall’essere
compiuto.
(tc) |