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La
facciata
Il collegamento con la parrocchiale
di Manerbio è mantenuto per tutta la durata dei lavori
di costruzione, e per la facciata i Deputati si affidano
a Bernardino Carboni. L’artista ne presenta il modello
intorno al 1776-1777, quando stende il progetto per
l’altar maggiore.
Risale infatti al 1778 la posa in
opera del portale che segna l’inizio delle opere di
costruzione del prospetto. Anche qui siamo in presenza
di un impianto di tipo Marchettiano con i due ordini
massicci e severi, segnati da paraste rettangolari e con
poco divario tra l’ampiezza dei due registri in cui si
articola la fronte.
Tipicamente del Carboni sono però
gli elementi decorativi inseriti nello schema
strutturale: il portale può essere avvicinato a quello
della chiesa cittadina di Sant’Eufemia e il cartellone
nel timpano di cimasa ricorda quello della parrocchiale
di Manerbio.
Una certa novità nel campo
dell’architettura bresciana settecentesca è costituita
dai capitelli delle lesene del primo ordine, ideati al
di fuori da tutti i canoni architettonici classici e
assimilabili ad altari romani decorati con festoni
floreali.
Modellate in stucco da Giovan Maria
Moladore di Virle. ma su probabile modello del Carboni
stesso, sono le statue dei santi Pietro e Paolo nelle
nicchie del secondo registro. Dietro una durezza
esecutiva nascondono infatti la grande facilità
inventiva del Carboni. |