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La verosimile
situazione dei luoghi prima della costruzione
della nuova parrocchiale: le parti più scure
rappresentano gli edifici più antichi; lo sfondo
è costituito dalla mappa attuale.
(ricostr. di A.
Barbieri e T. Casanova) |
Un
insolito orientamento
Su disegno di Domenico Prandini,
sotto la direzione del capomastro G. Battista Mosca di
Pontevico, nel 1753 iniziarono i lavori della nuova
fabbrica; venne eretta anzitutto la facciata e poi si
prosegui con i muri laterali per concludere con l’abside.
Questo ordine delle fasi della costruzione si spiega per
il fatto che la vecchia parrocchiale venne demolita solo
dieci anni più tardi, nel 1767, quando l’avanzamento
dei lavori era arrivato al presbiterio.
Anche un altro elemento aiuta a
capire il modo in cui si procedette. Si tratta dell’orientamento
dato alla nuova chiesa. Solitamente, infatti, le chiese
erano costruite con l’altare
rivolto a oriente, mentre la parrocchiale di
Verolavecchia non presenta tale posizione, bensì quella
opposta, con l’altare
maggiore rivolto a occidente. Questo perché alcuni
fattori impedivano di dare l’orientamento
tradizionale.
Anzitutto la posizione della casa
canonica, che all’epoca
sorgeva nella stessa posizione attuale. Si ritenne fosse
più agevole mettere direttamente in comunicazione l’abitazione
del parroco con la sagrestia, come venne poi fatto,
piuttosto che lasciarla lontana e isolata. Inoltre, è da
tener conto della presenza di un dislivello nel terreno
adiacente all’abside, per
cui, se si fosse costruita la nuova chiesa con la
facciata dal lato opposto rispetto all’attuale.
sarebbe stato necessario provvedere alla eliminazione
del dislivello con una gradinata che portasse all’ingresso
del tempio. |