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Francesco
SAVANNI (1723-1772)
L’Ultima Cena,
firmato e datato: «Francis(c)us. Sauani Pinx(it):
1771 | Brixiae.»
olio su tela, cm 365x190.
La tela, che era in pessime condizioni e che presentava,
oltre agli oscuramenti per lo sporco e la polvere, una
fitta serie di strappi, è stata restaurata in modo
impeccabile dalla Cooperativa Techne di Botticino.
Costituisce un tassello importante per studiare l’ultima
fase dell’opera del Savanni, uno dei piú prestigiosi
pittori bresciani del Settecento, purtroppo morto in
giovane età e tragicamente.
Nell’opera verolese si nota quella semplificazione della
pittura tipica dell’estrema attività dell’artista che
svolge le figure con masse di colore quasi piatte.
È interessante osservare come i Deputati alla fabbrica,
già impegnati con i dipinti eseguiti nel 1770 dal
Cattaneo, si siano rivolti per il più importante quadro
della Scuola del Santissimo a un altro pittore, con ogni
probabilità perché stimavano il Savanni migliore del più
giovane artista salodiano. |