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Verolavecchia

La chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo.

Visita guidata, a cura di A. Barbieri

 
 
 

Altare della Santa Croce

Il successivo altare è dedicato alla Santa Croce e presenta una soasa disegnata ancora dal Carboni.

Nel tabernacolo, aggiunto nel 1814 per custodire le reliquie della Croce e costruito dal marmorino Palazzi di Rezzato, si conservano due pregevoli reliquiari. Il più importante, e più recente, alto cm. 59 presenta due punzoni con le lettere “PA” (Pietro Arici) e un punzone con la lettera “B” e il leone rampante (zecca di Brescia). Nella teca di cristallo sono contenuti due frammenti lignei di discrete dimensioni, legati a croce latina.

Il reliquiario è della seconda metà del Settecento, opera preziosa di un barocchetto elegante ed elaborato, ma la reliquia, viste le grandi dimensioni che si differenziano da quelle solite delle reliquie del sec. XVIII, dovrebbe essere ben più antica. La scuola della Santa Croce esiste infatti in Verolavecchia fin dalla fine del ‘400, e già allora in paese si doveva conservare questa reliquia che è tra le più grandi e antiche del Bresciano, e che forse può risalire addirittura alle crociate.

Nel tabernacolo si conserva anche un secondo reliquiario, della prima metà del ‘700 alto cm. 35,5 con il punzone “BV” ripetuto due volte. Nella teca vi sono alcune schegge di legno applicate su di un pezzo di carta e disposte in modo da formare una croce.

Le dimensioni di queste reliquie rientrano nella norma della particelle settecentesche della Croce (es. Bagnolo, Borgo San Giacomo).

 

Sante CATTANEO (1739-1819)
Il Crocifísso (1770)
olio su tela cm. 365x190.

 

La pala dell’altare è stata dipinta nel 1770 e raccoglie una serie di simboli biblici, suggeriti evidentemente dal parroco committente don Semenzi: il Cristo, nel contorcersi sulla croce, ricorda il serpente di bronzo eretto da Mosè nel deserto; ai suoi piedi sono posti una mela e il serpente, simboli del peccato originale; in lontananza si vedono Adamo ed Eva che escono dai sepolcri.

 

Bernardino CARBONI (1726-p.1786)
San Costantino e Sant’Elena (?)
statue in stucco ai lati dell’altare della Croce.

 

Il bisogno di contenere le spese - due sculture in marmo avrebbero significato un onere quasi doppio rispetto a quello che si era incontrato per costruire tutto l’altare - e il desiderio di vedere presto finito il complesso scenografico della soasa, spinsero il parroco don Semenzi a commissionare al Carboni l’esecuzione in stucco di queste due statue, che da lontano danno l’impressione di essere di marmo.

Nonostante il materiale povero, le sculture manifestano la grande abilità compositiva e il fare sciolto e mosso del Carboni, che si sposano magnificamente con la pittura del Cattaneo, fatta pur essa di sussulti e di spezzature. Per queste due opere la datazione dovrebbe cadere non troppo lontano del 1770, anno di allogazione della pala al Cattaneo.

 

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a cura di A. Barbieri & T. Casanova

aggiorn.03/01/2010