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minuscola santella, poco più che un’edicola,
dedicata a San Carlo sorge sulla vecchia strada, già
comunale, che conduceva al cimitero lungo il lato
sud del dosso Castello a Monticelli. A. Locatelli la
dice costruita nel nostro secolo, a sostegno della
leggenda, manifestamente infondata, secondo la quale
il Borromeo, in visita pastorale al villaggio (dove
in realtà non fu mai), si fermò a bere alla fonte
che scaturiva alla base del sacello. L’epigrafe
latina che ricorderebbe l’evento fu dettata al
principio degli anni ‘50 dal dottor Luigi
Castellani.
In
ogni caso, non parrebbe del tutto improbabile che
l’odierna santella sorga in luogo di un manufatto
analogo preesistente.
Curioso è che, quale pregevole ponticella a scavalco
del fosso davanti all’edicola, venne utilizzata la
lapide funeraria di Elena Provaglio, datata 1634 e
proveniente forse dal cimitero del paese.
La
santella è oggi in pessimo stato di conservazione:
priva ormai di immagine, pende fortemente su un lato
e minaccia di crollare da un momento all’altro.
Neppure l’acqua che secondo il mito dissetò San
Carlo, come un tempo dissetava i contadini nel duro
lavoro dei campi, vi sgorga più da un pezzo. |