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costruire nel primo decennio del secolo, qualche
anno prima della grande guerra, dall’allora parroco
don Giovanni Camisani, era momentanea sosta sul
percorso dei faticosi passi dei lavoranti nel lavoro
alle vicine fornaci Valperga, e delle loro mogli che
portavano il pasto quotidiano. Destinata come sosta
per i riti rogazionali, che transitandovi e sostando
ne valorizzavano la funzione.
Con pianta rettangolare, in origine più bassa e
raccolta, ha tetto recentemente restaurato da
appassionati (Operazione Mato Grosso), che le
conferisce un aspetto più slanciato. Tale copertura
sovrasta due distinte aree: quella anteriore risulta
essere un piccolo portico sorretto frontalmente da
due pilastri in mattoni, con muro-panca verso nord.
Il portico, esile riparo dalle intemperie, immette
all’interno dell’area della santella, di pianta
quadrata con piccola nicchia su cui compaiono poche
tracce di colore raffigurante San Giovanni Battista
bambino, e una percepibile scritta sopra la nicchia:
“Iste puer magnus coram domino” (Grande
questo bambino agli occhi di Dio).
Fino a circa il 1960 tutt’intorno facevano corona
campi coltivati a vite, meta di incursioni giovanili
per cogliere anche furtivamente i dolci grappoli che
maturavano al sole, mentre d’estate, una “melonera”
contribuiva a rendere frequentato tale luogo. |