na delle caratteristiche più interessanti che
accomuna alcune santelle sparse per la campagna
è che si trovano talora in corrispondenza di
antichi sentieri di comunicazione tra i diversi
nuclei abitati, remotissimi percorsi che
risalgono quasi certamente al medioevo, in
qualche caso forse all’età romana o addirittura
pre-romana.
Per
chi non sia archeologo di mestiere è difficile,
naturalmente, riconoscere i segni di così remota
antichità, e attribuire loro un qualche preciso
significato. Tuttavia non può sfuggire che ancora ai
nostri giorni, pur soffocata dalle moderne strade e
tangenziali, sopravvive la traccia evidente di una
via che collegava direttamente la Pieve di Quinzano
con la cappella di San Pietro (San Péder) a
Verolavecchia, certamente il primo luogo di culto
costruito in quel territorio nell’età longobarda
(secc. VII-VIII). Un po’ meno evidente, ma pur
sempre ricostruibile, appare il legame tra questa
strada — diciamo così — principale
Quinzano-Verolavecchia e la chiesa di San Lorenzo in
Verolanuova, che già si è ipotizzato potesse essere,
della stessa Pieve di Quinzano, una diaconia, un
centro di culto e di assistenza retto da un diacono,
come rivela appunto il titolo. Non è difficile
immaginare che il culto cristiano si sia irradiato
nella zona a partire dalla Pieve. Progressivamente
furono coinvolti i villaggi dei dintorni, con
l’erezione di piccole cappelle, da cui nacquero più
tardi le varie parrocchie.
In
questo quadro storico, le due santelle qui descritte
non rappresentano di certo delle presenze casuali. |