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er la produzione di
questa tesina abbiamo iniziato con la scelta di
uno dei tre documenti inediti riguardanti il
territorio di Verolanuova fornitici dal
professore Tommaso Casanova. Abbiamo scelto il
testo che secondo noi risultava più facilmente
leggibile. Successivamente abbiamo proceduto
alla trascrizione del documento, la quale si è
verificata più difficile di quanto pensassimo,
in quanto molte parole erano abbreviate o di
difficile comprensione. Dopo aver trascritto il
documento e aver compreso ciò di cui parlava,
abbiamo proceduto con l’approfondimento di un
paio di parole menzionate nel documento stesso.
Descrizione del
documento
Il documento che
abbiamo trascritto è il testamento di Nicolò di
Mori di Verolanuova in cui spiega a chi lascia
la sua eredità.
Il testatore, prima di
specificare quali saranno gli eredi, una volta
morto, raccomanda la sua anima a Dio e tutti i
Santi, in modo di essere sicuro che una volta
morto possa riposare in pace e andare in
paradiso. Successivamente inizia a descrivere le
suddivisioni della sua eredità: alla scuola del
Santissimo Rosario lascia mezzo scudo, mentre a
quella della Disciplina di St. Croce lascia
cinque scudi. Lascia a Gabriel Lachino, marito
della figlia Isabella, 54 lire planet; 500
planet alla figlia nubile Eufrasia. La moglie
del suo terzo matrimonio, Lucretia di Codignoli,
sarà usufruttuaria di tutti i suoi beni. Lascia
al monsignor Rettore di Puegnago del distretto
della Riviera di Salò, di cui non sa il nome, 50
lire planet. Non vuole che Carlo Concaro possa
godere né usufruttuare di tale eredità, ma solo
i suoi figli. Lascia inoltre trenta scudi alla
Chiesa della Disciplina per far celebrare messe.
Infine afferma che tale testamento è stato
scritto e ordinato da lui stesso il 30 Gennaio
1659 e che il notaio che deve leggere tale
testamento è Ludovico Gandino di Quinzano.
Alcune
informazioni
Abbiamo deciso di
approfondire un paio di parole citate nel
documento da noi trascritto, perché ci sembrava
interessante capirne il significato. Le parole
da noi scelte sono: planet e codicillo.
PLANET. Il
planet era la moneta in lega d’argento che
circolava a Brescia a partire dal 1257/ 1259 in
sostituzione dei precedenti denari scodellati,
sempre in lega d’argento, così chiamati per la
loro forma concava. La lira veniva indicata Lira
Planetorum, Lira planeti dove planetorum e
planeti indica denari piani in modo da non
generare confusione con le precedenti monete. La
definizione di lira planeti continuerà ad essere
adottata anche dopo la chiusura della zecca di
Brescia, infatti, alcuni documenti, tra cui
quello da noi trascritto, la citano anche dopo
il ‘600. Il valore della Lira di Planet era il
doppio di quella veneta.
CODICILLO. Per
codicillo si intende un documento che ne
corregge uno precedente, il quale aggiungendo o
togliendo delle disposizioni lo cambia, come ad
esempio un testamento. È questo il nostro caso.
Il nome deriva da codex
romano tramite codicillus, e indicava il
supporto su cui questo documento veniva scritto:
infatti il codicillus era un quaderno cu cui
prendere appunti.
Nel diritto romano i
codicilli sono degli atti non inseriti nel
testamento. Essi possono essere citati e
riconosciuti come validi nel testamento, come ad
esempio la trascrizione del testamento
sottostante, oppure non menzionati. |