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Documenti |
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1625 giugno 15
Michele Verolio, vescovo di Zacinto
e Cefalonia, consacra la chiesa di S. Maria
della Concezione dei Cappuccini in Verola
Alghise. [pdf] |
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1625 giugno 19
Michele Verolio, vescovo di Zacinto
e Cefalonia, consacra la chiesa parrocchiale dei SS.
Faustino e Giovita in Quinzano. [pdf] |
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Spigolature |
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Verolanuova.
La consacrazione
della chiesa dei Cappuccini
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Tra le carte del notaio quinzanese
Scipione Gandino riemerge il verbale di consacrazione
della chiesa di S. Maria della Concezione dei Cappuccini
in Verola Alghise, celebrata dal vescovo francescano Michele Verolio
il 15 giugno 1625.
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di Tommaso Casanova
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nni fa, occupandomi delle
diverse consacrazioni della chiesa parrocchiale
dei Santi Faustino e Giovita di Quinzano, mi ero
imbattuto in una singolare coincidenza
documentaria: il notaio quinzanese Scipione
Gandino, che aveva stilato il verbale (o
piuttosto la bozza del verbale) della
consacrazione di San Faustino avvenuta il 19
giugno 1625, l’aveva archiviato fra le proprie
carte assieme a quello della consacrazione di
un’altra chiesa, avvenuta alcuni giorni prima a
opera del medesimo prelato. È proprio su questo
evento che vorrei soffermarmi brevemente nel
presente contributo.
All’Archivio di Stato di
Brescia, nelle filze di Scipione Gandino
(1559-1638), notaio in Quinzano dal 1583, è
conservato un plico (Notarile Brescia, 4641)
composto da un foglio doppio e due foglietti
singoli. Sulle due pagine iniziali del primo,
alla data 19 giugno 1625, è annotata la «Consecratio
Ecclesie Parrochialis, Dicate Sanctis gloriosis
Sanctis Martiribus Faustino et Iovite terre
Quintiani» (consacrazione della chiesa
parrocchiale dedicata ai gloriosi Santi martiri
Faustino e Giovita del paese di Quinzano);
mentre nella terza e quarta pagina, al giorno 15
di giugno, la mano del medesimo notaio ha steso
la «Consecratio Ecclesie Diue Marię
Conceptionis terre Virole algisij Reuerendorum
fratrum Capucinorum etc» (consacrazione
della chiesa di Santa Maria della Concezione del
paese di Verola Alghise dei reverendi frati
Cappuccini). Assieme al foglio doppio sono
conservati – come si diceva – altri due fogli
singoli: uno, scritto solo da un lato, contiene
una variante abbreviata della consacrazione
verolese, compilata da due mani differenti, cui
segue, di pugno del Gandino, la bozza di una
iscrizione commemorativa della consacrazione
quinzanese («Pro Memoria sia posto un
Epitafio simile al infrascritto sopra la porta
principale etc»). Nel secondo foglietto
singolo il Gandino ha copiato sul recto
una delibera del consiglio civico di Quinzano
relativa alla cerimonia di consacrazione della
parrocchiale locale; sul verso vi ha
elencato la «Notta de quelli m·hanno de
andare á strepar il lino, et che sonno paghi»,
che non sembra interessare nessuno dei due
eventi ecclesiastici.
Alla consacrazione della
parrocchiale di Quinzano ho già dedicato il
citato articolo, al quale rimando il lettore
eventualmente interessato. In questa sede vorrei
invece soffermarmi brevemente a illustrare il
documento che riguarda la consacrazione di Santa
Maria della Concezione dei Cappuccini di Verola
Alghise: una chiesa che, coll’annesso convento,
ebbe una vita di duecento anni, dal 1610 al
1810, e che da duecento anni non esiste più,
essendosene purtroppo perduta praticamente ogni
traccia sia materiale che documentaria.
Comunque, come d’abitudine in queste spigolature
d’archivio, non intendo riprendere le fila di
una storia troppo difficile da ricostruire, ma
semplicemente presentare il documento che mi è
capitato più o meno casualmente tra le mani.
La parte dell’atto che
riguarda la chiesa dei Cappuccini di Verola
Alghise è composta di due parti affatto analoghe
per quanto riguarda l’argomento (la seconda non
è che una variante abbreviata della prima). Si
tratta, in sintesi, del verbale della
consacrazione della chiesa, redatto in latino,
come richiedeva la norma canonica dell’epoca, ma
che non comporta particolari difficoltà di
interpretazione.
Dopo l’invocazione al nome
di Cristo, caratteristica di tutti gli atti
notarili dal profondo medioevo fino al secolo
XVIII, il documento porta la data, appunto,
della domenica 15 giugno 1625 (era la quarta
dopo Pentecoste), sotto il pontificato di Urbano
VIII.
Presiedeva la solenne
celebrazione liturgica, su incarico del
degnissimo vescovo di Brescia Marino Giorgi, il
reverendissimo don Michele Verolio, dell’Ordine
dei Frati Minori Conventuali di San Francesco,
vescovo di Zacinto e Cefalonia. Un prelato dal
cognome incredibilmente instabile nelle peraltro
rare fonti che ne fanno menzione: Verolius
lo chiama quasi sempre il notaio quinzanese
Scipione Gandino, che in un caso però scrive
Varrolius; mentre il collega verolese
Bartolomeo Marino, certo per errore, lo dice
Verolarius; e l’iscrizione commemorativa
nella sacrestia di San Faustino in Quinzano lo
fissa nella forma di Veralius. Secondo lo
storico della chiesa bresciana Paolo Guerrini
“mons. Michele Varoglio o Vergoglio” era
originario di Bagnolo Mella. In un recente
opuscolo sulla chiesa di San Francesco in
Gargnano appare infine che il convento «fu
scelto, per trascorrervi gli ultimi anni della
vita, da mons. Michele Varolio, nativo di
Bagnolo Mella, Vescovo di Zante e Cefalonia,
sepolto davanti all’altar maggiore della
chiesa».
Il nostro presule dal
cognome così inafferrabile consacrò quindi la
chiesa dei reverendi frati Cappuccini
dell’Ordine dei Minori del serafico San
Francesco, che si trovava fuori dall’abitato di
Verola Alghise, e in particolare consacrò il suo
altare maggiore al titolo di Dio e della Vergine
Maria, secondo il rito del Pontificale Romano.
Conforme all’uso, il vescovo depose in una
nicchia davanti all’altare maggiore (che il
documento chiama sepulchro) le reliquie
dei santi martiri Saturnino e Alberto,
concedendo ai singoli fedeli cristiani che
visitassero in futuro la chiesa nel giorno
anniversario della sua consacrazione quaranta
giorni di indulgenza nelle forme stabilite dalla
Chiesa.
L’atto solenne avveniva
alla presenza di molti illustri personaggi
ecclesiastici e laici, cominciando da don Giulio
Zerlini prevosto della collegiata di San Lorenzo
di Verola Alghise, e i reverendi don Pietro
Antonio Cremonesi, don Girolamo Ongarini, don
Giovanni Giacomo Pizzoni, don Leonino Leonini,
tutti canonici della medesima collegiata di San
Lorenzo; a costoro si aggiungevano il reverendo
don Bartolomeo Calzavacca, don Francesco
Apolloni curato in Monticelli; l’illustrissimo
signor cavaliere don Camillo Provaglio e
l’illustre ed eccellentissimo dottore di leggi
don Giovanni Maria Morzari pretore feudale di
Verola Alghise, che fungevano tutti da testimoni
ufficiali dell’evento; e insieme a loro una
folla enorme di popolo assiteva alla solenne
celebrazione.
Alla fine si sottoscriveva
il notaio rogante: don Bartolomeo Marino notaio
in Verola Alghise, insieme con Scipione Gandino
notaio in Quinzano, il quale stilava di suo
pugno la presente minuta, e quattro giorni dopo
sottoscriverà un atto simile in tutto e per
tutto, relativamente alla consacrazione della
chiesa parrocchiale del suo paese.
Alla minuta del notaio
Gandino segue, su un foglio staccato, un appunto
di altra mano (probabilmente quella del notaio
Marino, o di un suo scrivano), in cui si
riprende praticamente di peso gran parte del
precedente documento, con qualche modesta
variante, e senza la lista dei testimoni, tranne
il prevosto di San Lorenzo.
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(aprile 2008)
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Riferimenti
bibliografici
[BARDINI, Domenico], 2005
“Il convento S. Francesco di Gargnano”, in [Ducoli,
Bruno], 2005, Frammenti di grazia. Sfogliando
i primi 100 anni del Convento di San Tommaso di
Villa di Gargnano. 1905-2005, Gargnano,
Centro europeo di Gargnano, pp. 10-13 [cfr.
www.centroeuropeo.info/LibroCentanni.pdf]
Bonari,
Valdemiro, 1891
I conventi ed i Cappuccini bresciani,
Memorie storiche raccolte dal padre V.B. da
Bergamo, Milano, Crespi, pp. XXVIII, 667
Casanova,
Tommaso, 1996.02
“La biografia del notaio Scipione Gandini
(1559-1638) scritta dal medico Giovanni suo
nipote. Un professionista del ‘600 fra la
cronaca e la storia”, L’Araldo Nuovo di
Quinzano, a. IV n° 28, febbraio 1996, pp.
3-4
Casanova,
Tommaso, 1996.11
“La chiesa dei SS. Faustino e Giovita di
Quinzano fu consacrata per la prima volta nel
1502 e riconsacrata nel 1625. Le consacrazioni
della chiesa parrocchiale”, L’Araldo Nuovo di
Quinzano, a. IV n° 36, novembre 1996, pp.
7-8
Guerrini,
Paolo, 1935-36
“Il convento dei Cappuccini”, parti 26ª-29ª,
La famiglia parrocchiale di Verolanuova, a.
III n° 12, dicembre 1935; a. IV n° 1, gennaio
1936; n° 2, febbraio 1936; n° 3, marzo 1936; ora
in Pagine Sparse, vol. IX, pp. 993-1004 (cfr.
L’Angelo di Verola, a. VIII n° 8, agosto
1983, pp. 45-47; n° 10, ottobre 1983, pp. 24-26;
n° 11, novembre 1983, pp. 31-33; n° 12, dicembre
1983, pp. 37-38) [NB: per comodità le citazioni
sono fatte secondo la paginazione di Pagine
sparse]
Guerrini,
Paolo, 1958
“Cronotassi biobliografica dei Cardinali,
Arcivescovi, Vescovi ed Abbati regolari di
origine bresciana dal sec. IX al tempo
presente”, in Memorie storiche della diocesi
di Brescia, a. XXV, pp. 1-72; “Aggiunte alla
cronotassi precedente”, pp. 81-83 |
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