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Documento

4 gennaio 1743

Testamento di Giovan Battista Boninsegna, di Offlaga.

Manerbio.

 

Cappellania Boninsegna

di Fabio Cominelli e Silvia Fiameni

 

 

 

I

l nostro lavoro è cominciato con la ricerca di un documento inedito riguardante il territorio di Manerbio.

Per far ciò, ci siamo recati all’archivio parrocchiale di Manerbio, dove abbiamo sfogliato diversi documenti, per poi scegliere il più adatto: quello che riguardava il periodo storico indicato (‘700- ‘800) e che era scritto in maniera abbastanza chiara e leggibile.

Il passo successivo riguardava la trascrizione al computer del documento scelto. Questo passaggio è stato piuttosto complicato in quanto è stato difficile riuscire a decifrare tutte le parole del testo. Nonostante ciò, con l’aiuto del professore e con particolare attenzione siamo riusciti ad ottenere una trascrizione completa e corretta.

Dopo di che abbiamo cercato di capire cosa contenesse il documento in questione, e abbiamo scritto tutto nel regesto: un breve riassunto dove spiegavamo il contenuto del testamento.

Infine, abbiamo fatto un riferimento storico sulle cappellanie, agganciandoci anche con il presente analizzando cosa è una cappellania.

 

Contenuto del documento

Il documento in questione è un testamento dettato dal sig. Francensco Boninsegna.

In questo documento l’interessato divide il suo patrimonio tra i diversi eredi: parenti, amici, ma anche la parrocchia per far celebrare un determinato numero di messe a suo nome, e alla fabbrica del nuovo duomo di Brescia per contribuire alla sua realizzazione.

Il testamento si apre con la certificazione notarile che attesta il sig. Boninsegna in grado di intendere, volere e parlare.

La parte centrale del documento specifica a chi e cosa destinare come eredità tra i diversi beneficari.

Infine, l’ultima parte del testo è riservata all’elencazione di tutti i testimoni che hanno assistito alla stesura del documento.

 

Alcune informazioni

STORIA. Il documento in questione, nell’archivio parrocchiali di Manerbio, si è presentato come ben conservato, abbastanza leggibile e poco sporco. Vi era solamente una piccola macchia nella terza facciata. La calligrafia utilizzata dal notaio è ben curata e in alcuni punti complicata. Possiamo notare che man mano che scorrevamo il documento, verso la fine il modo di scrivere si tramutava in frettoloso e in alcuni punti quasi indecifrabile.

CAPPELLANIA. Questo documento parla di una cappellania, il sig. Boninsegna lascia la sua eredità  a una fondazione basata su lascito del testatori, con lo scopo di finanziare azioni con fini di culto. Infatti nel suo testamento specifica che cifra lasciare alla parrocchia per farsi celebrare, in funzione della sua anima, seicento messe. Tante volte nelle cappellanie si specificava anche l’altare presso le quale dette messe dovevano essere celebrate. Infatti a seconda dell’altare sulle quali venivano celebrate, cambiava il prezzo da pagare.

TABELLIONATO. Alla fine di tutto il testamento è presente un tabellionato disegnato a penna che rappresenta l’autorità notarile. Questi erano diversi da notaio a notaio e erano la conferma dell’autenticità del documento stesso. Spesso, oltre ai tabellionati, si usava la ceralacca che, schiacciata con un anello in bassorilievo, prendeva la forma di quest’ultimo e si trasformava in un sigillo unico.

(giugno 2010)

 

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a cura di T. Casanova

aggiorn. 11/01/2012

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