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Buona giornata.
Sicuramente credo che la prima cosa che proviamo
tutti è un po’ commozione. Io sono l’ultimo
arrivato a Verola, ma sentendo tutti voi,
sentendo poi gli stralci della storia di questa
chiesa, della storia della comunità, mi sento
proprio di esprimere, a nome di tanti, tanta
commozione.
Io credo che metà dei verolesi la chiesa della
Disciplina non l’hanno ancora vista
dall’interno. Allora vorrei dire prima di tutto
la mia gioia, quindi la commozione e la
gratitudine. Gratitudine alla Fondazione
Morelli; a tutti i volontari, che hanno lavorato
per alcuni mesi per metterla in ordine e
pulirla; all’Amministrazione comunale, che ha
accettato molto volentieri direi, di mettere in
piedi questa iniziativa.
Questa è la prima cosa che mi sento di dire
davvero: commozione, gioia e gratitudine, a
tutti quanti hanno avuto l’idea. Io ho frenato
per la verità, ma qualcuno ha sfondato, e il
risultato è splendido già così.
Una seconda cosa mi piacerebbe dire. Noi il
tredici aprile abbiamo inaugurato la
ristrutturazione della Basilica: questo è un
altro tassello nella storia della comunità
civile e religiosa. Come si fa a non commuoverci
pensando che dal 1300 qui venivano i cristiani a
pregare: ci sentiamo in comunione profonda con
questi nostri antenati, nella fede, ma anche
nella vita della comunità.
Come vedete, i volontari hanno collaborato,
hanno messo in ordine, portato via quello che
non c’entrava con la chiesa della Disciplina,
hanno pulito.
È chiaro che tutti portiamo nel cuore un grande
desiderio: il desiderio che un giorno si possa
ristrutturare completamente anche questa chiesa.
È un sogno, è un’attesa, un desiderio. Credo
che, se ci diamo da fare tutti nel nostro
piccolo, chissà, con l’aiuto di tutti è ovvio,
dell’Amministrazione comunale, ma anche di tutti
i cittadini, delle varie realtà, l’impresa non è
impossibile.
Da ultimo vorrei esprimere davvero un augurio
sincero quest’oggi: che questo momento sia un
passo in avanti nel costruire sempre di più la
nostra comunità civile e religiosa, a tutti i
livelli.
È questo l’augurio, anche perché tutto quello
che è in programma oggi, compresi tutti gli
amici che hanno preparato le loro bancarelle,
gli oratori che noi sentiremo questa mattina,
che sentiremo oggi, tutto quello che è in
programma, davvero ci faccia sentire più uniti,
più collegati a quanti ci hanno preceduto, e
direi molto più decisi a costruire con la gioia
e con la serenità del sole di oggi, la nostra
storia a tutti i livelli.
Grazie davvero a tutti di cuore e l’augurio più
sincero, per la nostra comunità e per la nostra
realtà.
Buona
giornata.
(trascr.: A. Barbieri) |